Pensione lavoratori precoci: c’è tempo fino al 31 marzo
Fissato al 31 marzo 2026 il termine entro cui i lavoratori precoci devono trasmettere la domanda di riconoscimento dei requisiti per ottenere il pensionamento anticipato.
Requisito contributivo: 41 anni di contributi per lavoratori precoci.
Categorie di lavoratori interessati
L’accesso alla pensione anticipata per lavoratori precoci non è generalizzato, ma limitato a specifiche categorie accomunate da condizioni di difficoltà occupazionale o da particolari caratteristiche dell’attività lavorativa svolta.
Tra queste, assumono particolare rilievo i lavoratori addetti ad attività gravose e quelli impegnati in attività usuranti.
Per i lavoratori addetti ad attività gravose, la normativa richiede che l’attività sia stata svolta per un periodo minimo, al fine di dimostrare la continuità e la rilevanza dell’esposizione a condizioni lavorative gravose.
In particolare, è necessario aver svolto tali attività:
• per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, oppure
• per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni precedenti il pensionamento.
Tali requisiti devono essere verificati con riferimento al periodo immediatamente antecedente la
decorrenza della pensione e costituiscono un elemento essenziale per il riconoscimento del beneficio.
Conseguenze in caso di presentazione tardivaLa presentazione della domanda oltre il termine del 31 marzo 2026 non preclude in assoluto
l’accesso al beneficio, ma comporta rilevanti conseguenze sul piano procedurale e sostanziale.
In particolare:
• le domande tardive sono prese in considerazione solo in presenza di risorse finanziarie residue, nell’ambito del meccanismo di monitoraggio della spesa previsto dalla normativa;
• può determinarsi uno slittamento della decorrenza del trattamento pensionistico, anche significativo.






