Sport durante la malattia: quando il licenziamento è illegittimo
Lo svolgimento di attività sportiva durante un periodo di malattia non integra automaticamente giusta causa di licenziamento.
È necessario accertare, in concreto, la compatibilità tra condotta e patologia, nonché l’eventuale incidenza sul decorso clinico.
Con sentenza 50 del 22 gennaio 2026 il Tribunale di Bergamo – Sezione Lavoro – si è occupato della legittimità del licenziamento disciplinare per giusta causa intimato a un lavoratore che, durante un periodo di malattia per sindrome ansioso-depressiva e sclerosi multipla, aveva svolto attività sportiva amatoriale.
Il giudice del lavoro, nella sua disamina, ha precisato che lo svolgimento di attività extraprofessionale durante la malattia non integra automaticamente un illecito disciplinare.
La condotta assume rilievo solo qualora sia idonea a dimostrare la simulazione dello stato patologico, risulti incompatibile con la malattia certificata o determini un ritardo nella guarigione.
Nel caso esaminato, pur essendo pacifico che il lavoratore avesse partecipato a partite di calcetto, tale comportamento è stato ritenuto privo di antigiuridicità, in quanto non lesivo degli obblighi contrattuali né del vincolo fiduciario






