Personale ATA nelle scuole: bocciata la normativa italiana sulle assunzioni
Nel mirino della Corte di Giustizia UE la normativa italiana che disciplina l’assunzione del personale ATA nelle scuole.
Con la Sentenza del 13 maggio 2026 nella causa C-155/25, la CGUE ha accolto il ricorso proposto dalla Commissione UE che riteneva il quadro normativo italiano incompatibile con il diritto europeo, con specifico riguardo alle limitazioni all’utilizzo dei contratti a tempo determinato. I Giudici hanno evidenziato quanto segue:
• la normativa italiana anzitutto non fissa nessun termine di durata massima, né un numero massimo di contratti temporanei del personale ATA;
• quanto ai concorsi organizzati per l’assunzione a tempo indeterminato del personale ATA, il requisito per cui ai fini della partecipazione è necessario aver svolto per almeno 2 anni servizio a tempo determinato non fa altro che favorire dette assunzioni a termine;
• in tale contesto, l’Italia non può far valere esigenze di flessibilità, in quanto non risultano allo stato circostanze concrete e specifiche in grado di giustificare una successione di contratti a termine;
• anche l’organizzazione di concorsi per l’assunzione permanente del personale ATA non è idonea a prevenire gli abusi, in considerazione della natura sporadica e imprevedibile degli stessi.






