Post offensivi su Facebook: legittimo il licenziamento

La pubblicazione di contenuti offensivi sui social network può legittimare il licenziamento disciplinare quando le dichiarazioni superano i limiti del diritto di critica.

Così la Cassazione con ordinanza 14165 del 14 maggio 2026.La vicenda esaminata dalla Corte di Cassazione riguarda un lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato e inquadrato nel livello A2 del CCNL Utilitalia servizi ambientali.

La società datrice di lavoro aveva avviato il procedimento disciplinare con contestazione addebitando al dipendente la pubblicazione reiterata di post e commenti sui social network dal contenuto ritenuto offensivo e diffamatorio.

Secondo l’azienda, le espressioni utilizzate dal lavoratore erano lesive dell’onore, del decoro e della reputazione societaria.

Sia il Tribunale sia la Corte d’Appello hanno confermato la legittimità del licenziamento disciplinare, ritenendo offensivi e diffamatori i post pubblicati dal lavoratore sui social network.

I giudici hanno evidenziato la gravità delle espressioni utilizzate e il carattere lesivo delle dichiarazioni rivolte alla società datrice di lavoro.

Nel confermare la legittimità del licenziamento disciplinare, la Cassazione ha ribadito che il diritto di critica del lavoratore deve rispettare i requisiti di verità dei fatti, continenza espressiva e interesse pubblico.

Nel caso esaminato, i contenuti pubblicati sui social network superavano i limiti della critica legittima e assumevano carattere offensivo e diffamatorio, anche in considerazione della diffusività del mezzo utilizzato.