Anche in caso di promozione a dirigente opera l’adesione automatica al Fondo previdenziale

Sul Portale sulla Previdenza Complementare del Ministero del lavoro, è stata inserita una nuova FAQ con cui viene chiarito come deve comportarsi il datore di lavoro se un aderente a fondo negoziale cui aveva conferito il TFR viene nominato dirigente senza soluzione di continuità.

Nell’ipotesi esaminata, il fondo di riferimento in qualità di dirigente è diverso da quello cui il lavoratore era iscritto.

Il ministero chiarisce che anche in questo caso opera l’adesione automatica al nuovo fondo collettivo di riferimento, fermo restando che il lavoratore può rinunciare all’adesione automatica nei 60 giorni e versare il TFR maturando ad una forma di previdenza complementare di sua scelta in modo esplicito.

Se invece il lavoratore chiede il riscatto integrale al fondo pensione in cui era precedentemente iscritto, il Tfr resta in azienda (o presso il fondo di tesoreria Inps a seconda delle dimensioni dell’organico aziendale), salvo scelta esplicita diversa a favore della previdenza complementare e non scatta l’adesione automatica.

Analogamente si procede in caso di cambio di contratto collettivo applicato in azienda con perdita dei requisiti di iscrizione al precedente fondo di previdenza complementare negoziale.