Pensione, patronato responsabile per la consulenza errata

Il patronato che comunica una data errata di maturazione dei requisiti pensionistici non può evitare le conseguenze dell’inesatto adempimento limitandosi a precisare che il prospetto consegnato all’assistito non ha valore di certificazione.

Così la Cassazione con l’ordinanza 27330 del 20 ottobre 2026.

Un patronato aveva comunicato a un assistito una data errata di maturazione dei requisiti pensionistici. L’assistito, dopo aver accertato presso l’INPS che il diritto era maturato in precedenza, aveva richiesto il risarcimento dei danni per il ritardato pensionamento.

La questione era stabilire se l’avvertenza secondo cui il prospetto pensionistico non aveva valore di certificazione potesse esonerare il patronato dalla responsabilità per l’errata consulenza e imporre all’assistito l’onere di verificare le informazioni ricevute.

La Cassazione ha chiarito che l’avvertenza costituisce una dichiarazione unilaterale che non esclude la responsabilità contrattuale del patronato né determina, di per sé, un obbligo di verifica a carico dell’assistito. Spetta al patronato dimostrare la non imputabilità dell’inadempimento.