Irregolarità non segnalate: sì al licenziamento dopo video-riprese
Con la sentenza 79 del 6 maggio 2025 la Corte di Appello di L’Aquila, si è pronunciata in materia di licenziamento disciplinare e utilizzabilità delle prove audiovisive acquisite da soggetti terzi.
Il procedimento riguardava un lavoratore inquadrato al III livello del CCNL Metalmeccanica Industria, impiegato come presidiante presso un centro di selezione rifiuti.
Una società investigativa privata incaricata da una società appaltante aveva effettuato video-riprese nell’impianto, documentando modifiche non autorizzate ai risultati delle operazioni di pesatura dei rifiuti.
Il lavoratore è stato ritenuto coinvolto per non aver segnalato tali irregolarità, contribuendo inoltre al riversamento nel sistema informatico di dati non conformi.
La Corte territoriale, in primo luogo, ha ritenuto ammissibili le riprese realizzate da un soggetto terzo, non datore di lavoro del lavoratore, come prova documentale in giudizio.
Tali controlli non sono stati considerati un controllo a distanza disciplinato dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, ma strumenti di tutela del patrimonio aziendale legittimamente utilizzabili.
Per tale motivo, il licenziamento per giusta causa è stato ritenuto proporzionato e conforme alla normativa, e non sono state ritenute applicabili, in tale contesto, sanzioni disciplinari meno gravi, data la rilevanza del danno economico e reputazionale per l’azienda.






