Dirigenti: la dichiarazione 2025 per i contributi alla previdenza complementare non dedotti
Il Previndai, sul proprio sito internet, ha ricordato che i contributi versati al Fondo sono deducibili dal reddito. Riducono, quindi, il reddito imponibile e danno origine ad un risparmio immediato sotto forma di minori imposte IRPEF.Saranno poi tassati dal Fondo al momento della liquidazione con l’aliquota, più conveniente, riservata dal Legislatore alle prestazioni di previdenza complementare.
Questo trattamento fiscale favorevole vale su tutti i contributi versati: ne beneficiano sia i contributi di derivazione contrattuale, su cui il datore di lavoro opera la deduzione già in busta paga, sia i contributi versati a Previndai su base volontaria e spetta, generalmente, fino ad euro 5.164,57. I contributi versati oltre il limite di deducibilità fiscale sono soggetti ad imposta.
Pertanto, se sono stati versati per il 2024 i contributi che non sono stati dedotti, il relativo ammontare, se comunicato a Previndai, non sarà tassato al momento dell’erogazione della prestazione.






