Sicurezza sul lavoro: la Cassazione sull’obbligo di segnalazione ai superiori

Con la Sentenza n. 17876 del 18 maggio 2026, la Suprema Corte chiarisce che l’assolvimento degli obblighi di segnalazione ai superiori delle criticità riscontrate in materia di sicurezza sul lavoro da parte del preposto non esaurisce il contenuto della posizione di garanzia ad esso attribuita.

Nel caso di specie, un operaio aveva perso la vita precipitando a terra mentre era intento a potare degli alberi.

Dopo le opportune indagini era emerso che il datore di lavoro non aveva fornito specifici DPI, né gli strumenti di lavoro adeguati, oltre al fatto che il lavoratore era in possesso di documentazione sanitaria che lo riconosceva non idoneo alle lavorazioni in quota. In relazione alla responsabilità del preposto, i Giudici hanno affermato che ad esso competono anche compiti di vigilanza sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme di legge e delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale, e che l’obbligo di segnalazione ai superiori è stato rafforzato dalla legge 215/2021 che attribuisce al preposto il potere di interrompere l’attività e di informare i superiori diretti in caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell’inosservanza.

Tali modifiche, pur non applicabili ratione temporis al caso di specie, si pongono in linea di continuità con l’interpretazione giurisprudenziale consolidata sul ruolo e le responsabilità del preposto.