Cassazione: appalto lecito se committente fornisce solo indicazioni generali

Con l’ordinanza 16153 del 16 giugno 2025 la Cassazione afferma che non costituisce una indebita ingerenza nella gestione e direzione dei lavoratori dell’appaltatore, la condotta del committente che fornisce indicazioni generali necessarie alla realizzazione dell’attività esternalizzata.Il lavoratore ricorre giudizialmente al fine di chiedere l’accertamento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato alle dipendenze della società committente dell’appalto cui è sempre stato adibito.

La Corte d’Appello rigetta la predetta domanda, ritenendo genuini gli appalti cui era stato adibito il ricorrente.

La Cassazione – nel confermare la pronuncia di merito – rileva che, ai fini della genuinità dell’appalto, è necessario che permanga in capo all’appaltatore la professionalità dei propri dipendenti impiegati nell’esecuzione del servizio esternalizzato, da intendersi come capacità organizzativa e direttiva delle maestranze.

Su tali presupposti, la Suprema Corte rigetta il ricorso proposto dal lavoratore, confermando la genuinità degli appalti.